L'elemento iniziale, il fondamento sul quale poggia tutta questa realizzazione, è rappresentato dalla architettura S3, un insieme di schede, cablaggi e protocolli studiati da DigicSoft srl con il preciso scopo del controllo domotico degli ambienti.
Questa architettura, ancora adesso in corso di continui ampliamenti, ha come scopo la possibilità di far dialogare sensori ed attuatori attraverso quello che viene normalmente definito il bus di intercollegamento (a volte un filo, a volte un canale radio).
Tutti i dispositivi, anche i più semplici come gli interruttori ed i relais che accendono i lampadari sono stati interfacciati e dialogano gli uni con gli altri scambiando messaggi sulla rete, ossia inviando sul bus i messaggi che comandano l'esecuzione di quanto richiesto di volta in volta dai sensori, dai dispositivi di comando, o dagli utenti stessi.
Ad esempio: sulle scale di accesso ai vari piani si trovano dei normalissimi sensori di movimento ad infrarossi.
In una realizzazione tradizionale questi avrebbero direttamente fornito alimentazione alle luci che illuminano le scale, in una realizzazione davvero domotica come quella presente i sensori invece inviano un messaggio all'attuatore il quale attiva la illuminazione delle scale.
La differenza è sottile ed è una differenza di comunicazione: nel primo caso c'è solo un FATTO non modificabile, la luce accesa sulle scale, nel nostro caso c'è una importante differenza che scopriremo QUI.